Palermo Orto botanico

Gymnasium
venerdì, 23 gennaio 2026

La visita di orto botanico per essere apprezzata a pieno richiede la conoscenza approfondita dei criteri scientifici di classificazione. La nostra è pressochè zero ma le piante ci piacciono e ci piace vedere come siano state raccolte e messe a dimora in ambienti omogenei.

Quest'area universitaria è incredibilmente vasta e già nello studiare la mappa avevamo definito un percorso per noi accettabile. Ma poi, la curiosità è tanta così che penso che abbiamo percorso almeno il doppio di quanto previsto.

L'orto è godibile a prescindere dall'interesse per le piante: è un'emorme oasi verde ne cuore della città con ampi viali, panchine, angoli appartati, dove si può anche solo sostare in pace quanto si vuole.

Sarebbe veramente noioso l'elenco delle varietà che ci hanno stupito e affascinato; mi limito a poche curiosità.

In primo luogo i "Ficus Magnolide". Si trovano lungo il viale a sinstra dell'ingresso, enormi, in varie tipologie. La curosità sta nello sviluppo delle radici aere che ripimbano a terra e "strangolano" e iglobano ciò che sta nei pressi. Qui, ad esempio, un'intera colonnina di pietra ormai quasi scomparsa nell'abbraccio.

Poi il "giardino dei cactus": si tratta di un'area dedicata appunto ai cactus dove la curiosità sta nel fatto che solitamente li vediamo in terreni desertici mentre qui vivono in prati erbosi tra i fiori.

Trascuro le serre dedicate alle piante grasse, esposte e coltivate in centinaia di tipi diversi, i viali con le palme, le tante altre belle cose viste, per un ultima curiosità: nella zona dedicata agli agrumi e, in particolare, quella dei "citrus", ci hanno impressionato le piante di "Citrus × paradisi" , banalmente il pompelmo giallo. La dimensione e la ricchezza di frutti è stupefacente: sembrano tanti grossi meloni appesi; incredibile per un agrume! 

In questa pagina di diario aggiungo una considerazione del tutto personale: qui ci troviamo in un giardino universitario e quindi è normale la quantità di nomi, classi e tipi che la scienza nei secoli ha saputo assegnare alle forme viventi e è sempre vivo il ricordo di quando da bimbo, passeggiando con un'anziana signora, questa sapesse riconoscere e nominare piante, cespugli, erbe e fiori.

Oggi io, in un bosco, riuscirei a stento a distinguere anche solo dieci piante diverse. Non credo di essere un caso insolato.

Penso piuttosto che al di là di quanto riesca ancora a dirci la botanica, o anche semplicemente un appassionato, c'è un'indubbia perdita di conoscenza collettiva, in ragione proprio del venir meno dell'importanza di tali nozioni per le esigenze quotidiane di vita. Speriamo di non averne la necessità: sarebbe un disastro!

Roberto - CC BY-SA 4.0

Ficus magnolioide

Roberto - CC BY-SA 4.0

Euphorbia canariensis

Roberto - CC BY-SA 4.0

Viale delle palme

Roberto - CC BY-SA 4.0

Serra delle piante grasse

Roberto - CC BY-SA 4.0

Pompelmo giallo (Citrus paradisi)